giovedì 29 novembre 2007

Funzioni e tematiche per il primo italiano

Quanto prima accennato sotto l'aspetto linguistico e didattico,fa concreto riferimento ai programmi dei cosiddetti " corsi di lingua e cultura italiana "- conosciuti cone H.S.K. o C.L.C.O.- ed in particolare ,per l' insegnamento in Svizzera, ai recenti "Rahmenlehrplan " elaborate dalla Bildungsdirektion- settore Interkulturelle Pàdagogik- del Cantone di Zurigo. Tale programma di indicazioni per i docenti della lingua d' origine dei diversi gruppi etnici ha un " impianto teorico " ( orientamento) ed un " impianto metodologico-didattico " utile per gli interventi linguistici nelle classi della scuola primaria. Esso è utile per il docente e dà un importante contributo alla programmazione didattica , alla realizzazione delle attività linguistiche , in modo da poter raggiungere una performance adeguata alle esigenze comunicative e formative degli alunni dei corsi di lingua materna o d'origine.
Per il materiale didattico a disposizione del docente di lingua si fa riferimento ad una serie di schede - Sm.1 .- Sm2.- Sm.3 - predisposte per lo sviluppo delle operazioni logiche che ,nei diversi momenti di lavoro singolo o di gruppo, provocano nell'alunno un insieme di operazioni (confronto, la seriazione,inclusione,successione) tese a sviluppare nell'alunno diverse funzioni :
- una funzione c o m u n i c a t i v a ,con la quale l'alunno comunica agli altri (e con gli altri) la conoscenza che ha di una cosa, di un oggetto,le sue emozioni...
- una funzione e s p r e s s i v a, collegata al modo con cui l'alunno espone un evento,un'emozione,una esperienza messa in relazione alla propria soggettività
- una funzione r i f l e s s i v a , che fa del linguaggio la base e l'accompagnamento del pensiero.
Lo sviluppo di queste tre funzioni , che abbiamo seguito negli alunni dei corsi di italiano (cfr.bibliografia), è sempre collegato in questo iniziale approccio alla lingua italiana, alla priorità ed alla prevalenza del p a r l a t o, che rappresenta un punto fondamentale per un buon apprendimento della lingua ed ad un positivo apprezzamento della stessa nell'ambito della comunicazione ( il piacere di parlare i n italiano..).
L'attenzione del docente a tutte e tre le funzioni, proprio all' inizio del contatto dell'alunno con la lingua italiana, permette di motivare in modo concreto i momenti dell' apprendimento e di arricchire la formazione del linguaggio che diviene uno strumento utile allo sviluppo del pensiero e della socializzazione dell' individuo.
F a s e di verbalizzazione
E' quindi importante che l'alunno del corso di italiano possa
- poter parlare con spontaneità e divertimento
- sentir parlare il docente ,i compagni di classe e poter assumere modelli di lingua
- voler parlare,poichè il corso di lingua lo motiva alla comunicazione
- saper parlare, in quanto l'alunno riesce ad esprimersi, a sviluppare le relazioni tra linguaggio e
pensiero.
Pertanto il training verbale nella classe iniziale corrisponde ad una reale capacità logico-cognitiva dell'alunno di sette/otto anni che, in lingua italiana, impara gradualmente ed in modo spontaneo a v e r b a l i z z a r e le sue esperienze,i rapporti temporali e spaziali,le relazioni con gli oggetti e con le persone che lo circondano e lo conoscono.
La serie di schede da noi predisposte intede offrire un supporto di sviluppo alle diverse attività didattiche , in modo da far raggiungere al docente gli obiettivi prima indicati. In particolare facendo riferimento a Chomshy,a far raggiungere la competenza, cioè la grammatica interiorizzata, e la prestazione , cioè il comportamento linguistico adeguato del soggetto che parla.
Nell' approccio comunicativo da noi prescelto in base al'esperienza acquisita nell' insegnamento nei corsi di italiano per alunni d' origine straniera-HSK- assumono rilevanza alcune tematiche che il docente può utilizzare nelle attività didattiche,come indicano anche i Rahmenlehrplan di Zurigo. Ecco alcune principali tematiche :
- parlare di sè - parlare della casa - parlare dei giochi-
- parlare delle relazioni con gli altri - parlare della scuola
- parlare dei parenti ,cugini, zii.... - parlare degli amici
- parlare di quello che si mangia - parlare della natura
- parlare degli animali preferiti ...
Su queste tematiche, utilizzando le schede predisposte come indicazione, il docente può iniziare una conversazione, può porre domande,presentare informazioni,costruire con gli alunni momenti di dialogo,di confronto.... Da una semplice domanda,come l'esperienza ci insegna, è possibile andare oltre nella comunicazione e produrre altre informazioni ed ulteriori produzioni che allenano l'alunno a parlare agli altri, a comprendere i diversi messaggi, a dare adeguate risposte alle situazioni specifiche che la comunicazione pone in essere. viga
Per approfondimenti su testi di Vittorio Gazerro
- Primo incontro con la lingua italiana -Orientamenti didattici H.S.K.- D.D. Zurigo Dossier di aggiornamento Docenti,2. Zurigo -giugno 1999-2004
- Primo incontro con l'italiano. Materiali didattici.D.D.Zurigo 2.Dossier , 1999- 2004
- Il processo di verbalizzazione nell' italiano.26 schede D.D. Zurigo 2.. 1999-2000
- La comunicazione verbale nei corsi .32 schede.-D.D. Zurigo 2.,1999 -2000
- L' inizio della lettura in italiano. 20 schede- D.D. Zurigo 2., 1999-2004
- Insegnamento della lingua materna in Europa, in Cultura e educazione, A.E.I. Perugia,2,1999
- Insegnamento dell'italiano in Europa. ed.Armando,Roma ,1999
- Rahmenlehrplan per i corsi di lingua d'origine-HSK- CLCO, Bildungsdirektion des Kantons
Zùrich,Interkulturelle Pàdagogik, Zùrich, 2000
- http://www.csa.fi.it/ - area intercultura
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Approccio comunicativo per l' italiano

Ricollegandoci ai criteri prima esposti, sul piano metodologico è opportuno adottare per lo studio della lingua italiana un approccio c o m u n i c a t i v o ( A.C ), perchè , secondo la nostra esperienza professionale, rappresenta il modo più vivo e più interessante ,più spontaneo e più vicino alle esigenze formative dell' alunno, in particolare quello plurilingue, come l'alunno d'origine straniera che frequenta le scuole in Italia.
L'approccio comunicativo dà ampio respiro a diverse istanze, in particolare :
- alla comunicazione con l'insegnante nei vari momenti scolastici
- alle attività spontanee ,come la conservazione, i dialoghi,i giochi linguistici,le canzoni
- agli interessi dell'alunno come sorgente primo dell'apprendimento/ insegnamento, in quanto le fasi operative dello studio della lingua italiana non prendono nai l'avvio da un testo scritto.
A tutto ciò l'insegnante dovrà dedicare la sua attenzione pedagogica e la sua sensibilità linguistica,preparando puntualmente ed in modo continuo le sue attività didattiche.
Con l' approccio comunicativo l'alunno potrà raggiungere alcuni primi e fondamentali obiettivi , in questa fase di attività segnatamente verbale :
- saper descrivere persone e oggetti presenti nell'ambiente
- saper dare indicazioni su di essi
- saper parlare di un compagno o di altre persone
- saper porre distinzioni e relazioni.

Le tematiche che il docente può sviluppare ,nelle prime classi o nel primo livello linguistico del gruppo di riferimento, si incentrano sulle relazioni comunicative , cioè all'insieme delle comunicazioni che si producono nella classe di italiano e nelle attività che si richiamano al v i s s u t o dell'alunno. Dall'esperienza scolastica il vissuto dell'alunno comprende:
- l'ambiente familiare e le relazioni con i genitori e parenti
- l'ambiente scolastico italiano e emigratorio (paese d'origine)
- l'ambiente del quartiere dove vive l'alunno e la famiglia
- il mondo dei8 mass-media e dei sistemi informativi
- l'ambiente delle vacanze e del tempo libero
- le relazioni e le esperienze di carattere psicologico
Nella pratica didattica il docente può definire meglio il vissuto dell' alunno che segue i corsi di lingua italiana in tre ambiti principali :
a - mondo della realtà soggettiva,legato alle prime conoscenze del bambino ,alle nozioni spazio-temporali
b - mondo della realtà interiore ,legato all' insieme delle sensazioni,delle emozioni,dei sentimenti,delle esperienze fantastiche tipiche dell'alunno delle prime classi
c - mondo della cultura,constituito da tutte le relazioni e conoscenze che il bambino di sette/otto anni ha conquistato nell'ambiente di vita,nei primi contatti con la scuola e con i compagni di classe. Come i docenti ben sanno, nella loro interazione questi "mondi " , queste esperienze sono inserite nel vissuto dell'alunno : ad esse deve far riferimento il docente per programmare e realizzare le attività linguistiche.viga

La prima volta a tu per tu con l'italiano

Per gli alunni d' origine straniera che frequentano le scuole italiane ( ora sono più di mezzo milione, con quasi il 5 % sul totale), come pure - dobbiamo dire- per gli alunni d' origine italiana che frequentano le scuole nei Paesi europei ( molti sono in Francia,in Germania,Svizzera,Belgio,...),molto importante è sul piano linguistico e psicologico il primo incontro con la lingua italiana.
Trovarsi per la prima volta a tu per tu con l' italiano è rappresenta un momento delicato e nel tempo stesso fondamentale per l'apprendimento della lingua e per la produzione orale e scritta del giovane. La finalità fondamentale di questo primo incontro è rappresentata dalla necessità di continuare l ' u s o di quel tipo di comunicazione già avviata in lingua materna nell'ambiente familiare, ad opera della mamma e del padre,o di altri familiari. I caratteri di questa comunicazione sono la spontaneità,la semplicità,l'autenticità,la socialità.
Al l 'insegnante spetta il compito di impostare un'attività comunicativa incentrata e sviluppata sul momento v e r b a l e tra il bambino e l' insegnante ,tra il bambino e i suoi compagni di classe.
La diretta conseguenza metodologica per l'attività didattica è cistituito dal fatto che, in questo primo contatto scolastico con la lingua italiana,l 'insegnante sappia motivare il suo intervento per facilitare e stimolare la produzione verbale del bambino.
Pertanto spontaneità e motivazione costituiscono i criteri basilari che caratterizzano questa prima fase di contatto dell' alunno di sette/otto anni con la lingua italiana,sviluppando i bisogni linguistici e gli interessi del bambino. Nelle attività di apprendimento programmare l 'insegnante avrà cura di promuovere conoscenze partendo dal vissuto dell'alunno,dalle persone e dalle cose più vicine ala sua esperienza e sensibilità.
Quando l'alunno è portato a chiedere di conoscere i n o m i delle cose che gli stanno incontro - nomi che già conoscere in lingua polacca, araba o marocchina - allora è orientato ad apprendere le cose per pensare ed agire con esse e/o su di esse,per costruire un sistema di significati in lingua italiana da utilizzare poi con altre persone come soggetto parlante. Un primo riscontro a questa esperienza linguistica lo avranno i genitori a casa,quando il bambino racconterà a suo modo, in italiano o in arabo, l'esperienza avuta in classe con il docente e i compagni di classe.
L' insegnamento della lingua italiana nei primi mesi di frequenza scolastica prosegue e fortifica quell' alfabetizzazione linguistica e culturale avviata in famiglia e nel tempo di frequenza della scuola materna,dove è stato possibile.
Importante è il comportamento dell'insegnante: sensibile ed attento alle sue esogenze comunicative, a non inoltrarsi in spazi ed esperienze non note all'alunno e lomntane dalle sue conoscenze , a controllare sempre il suo modo di esprimersi e di comunicare con il bambino,badando al tono della sua voce ed alle paese.