Per gli alunni d' origine straniera che frequentano le scuole italiane ( ora sono più di mezzo milione, con quasi il 5 % sul totale), come pure - dobbiamo dire- per gli alunni d' origine italiana che frequentano le scuole nei Paesi europei ( molti sono in Francia,in Germania,Svizzera,Belgio,...),molto importante è sul piano linguistico e psicologico il primo incontro con la lingua italiana.
Trovarsi per la prima volta a tu per tu con l' italiano è rappresenta un momento delicato e nel tempo stesso fondamentale per l'apprendimento della lingua e per la produzione orale e scritta del giovane. La finalità fondamentale di questo primo incontro è rappresentata dalla necessità di continuare l ' u s o di quel tipo di comunicazione già avviata in lingua materna nell'ambiente familiare, ad opera della mamma e del padre,o di altri familiari. I caratteri di questa comunicazione sono la spontaneità,la semplicità,l'autenticità,la socialità.
Al l 'insegnante spetta il compito di impostare un'attività comunicativa incentrata e sviluppata sul momento v e r b a l e tra il bambino e l' insegnante ,tra il bambino e i suoi compagni di classe.
La diretta conseguenza metodologica per l'attività didattica è cistituito dal fatto che, in questo primo contatto scolastico con la lingua italiana,l 'insegnante sappia motivare il suo intervento per facilitare e stimolare la produzione verbale del bambino.
Pertanto spontaneità e motivazione costituiscono i criteri basilari che caratterizzano questa prima fase di contatto dell' alunno di sette/otto anni con la lingua italiana,sviluppando i bisogni linguistici e gli interessi del bambino. Nelle attività di apprendimento programmare l 'insegnante avrà cura di promuovere conoscenze partendo dal vissuto dell'alunno,dalle persone e dalle cose più vicine ala sua esperienza e sensibilità.
Quando l'alunno è portato a chiedere di conoscere i n o m i delle cose che gli stanno incontro - nomi che già conoscere in lingua polacca, araba o marocchina - allora è orientato ad apprendere le cose per pensare ed agire con esse e/o su di esse,per costruire un sistema di significati in lingua italiana da utilizzare poi con altre persone come soggetto parlante. Un primo riscontro a questa esperienza linguistica lo avranno i genitori a casa,quando il bambino racconterà a suo modo, in italiano o in arabo, l'esperienza avuta in classe con il docente e i compagni di classe.
L' insegnamento della lingua italiana nei primi mesi di frequenza scolastica prosegue e fortifica quell' alfabetizzazione linguistica e culturale avviata in famiglia e nel tempo di frequenza della scuola materna,dove è stato possibile.
Importante è il comportamento dell'insegnante: sensibile ed attento alle sue esogenze comunicative, a non inoltrarsi in spazi ed esperienze non note all'alunno e lomntane dalle sue conoscenze , a controllare sempre il suo modo di esprimersi e di comunicare con il bambino,badando al tono della sua voce ed alle paese.
Nessun commento:
Posta un commento