Quanto prima accennato sotto l'aspetto linguistico e didattico,fa concreto riferimento ai programmi dei cosiddetti " corsi di lingua e cultura italiana "- conosciuti cone H.S.K. o C.L.C.O.- ed in particolare ,per l' insegnamento in Svizzera, ai recenti "Rahmenlehrplan " elaborate dalla Bildungsdirektion- settore Interkulturelle Pàdagogik- del Cantone di Zurigo. Tale programma di indicazioni per i docenti della lingua d' origine dei diversi gruppi etnici ha un " impianto teorico " ( orientamento) ed un " impianto metodologico-didattico " utile per gli interventi linguistici nelle classi della scuola primaria. Esso è utile per il docente e dà un importante contributo alla programmazione didattica , alla realizzazione delle attività linguistiche , in modo da poter raggiungere una performance adeguata alle esigenze comunicative e formative degli alunni dei corsi di lingua materna o d'origine.
Per il materiale didattico a disposizione del docente di lingua si fa riferimento ad una serie di schede - Sm.1 .- Sm2.- Sm.3 - predisposte per lo sviluppo delle operazioni logiche che ,nei diversi momenti di lavoro singolo o di gruppo, provocano nell'alunno un insieme di operazioni (confronto, la seriazione,inclusione,successione) tese a sviluppare nell'alunno diverse funzioni :
- una funzione c o m u n i c a t i v a ,con la quale l'alunno comunica agli altri (e con gli altri) la conoscenza che ha di una cosa, di un oggetto,le sue emozioni...
- una funzione e s p r e s s i v a, collegata al modo con cui l'alunno espone un evento,un'emozione,una esperienza messa in relazione alla propria soggettività
- una funzione r i f l e s s i v a , che fa del linguaggio la base e l'accompagnamento del pensiero.
Lo sviluppo di queste tre funzioni , che abbiamo seguito negli alunni dei corsi di italiano (cfr.bibliografia), è sempre collegato in questo iniziale approccio alla lingua italiana, alla priorità ed alla prevalenza del p a r l a t o, che rappresenta un punto fondamentale per un buon apprendimento della lingua ed ad un positivo apprezzamento della stessa nell'ambito della comunicazione ( il piacere di parlare i n italiano..).
L'attenzione del docente a tutte e tre le funzioni, proprio all' inizio del contatto dell'alunno con la lingua italiana, permette di motivare in modo concreto i momenti dell' apprendimento e di arricchire la formazione del linguaggio che diviene uno strumento utile allo sviluppo del pensiero e della socializzazione dell' individuo.
F a s e di verbalizzazione
E' quindi importante che l'alunno del corso di italiano possa
- poter parlare con spontaneità e divertimento
- sentir parlare il docente ,i compagni di classe e poter assumere modelli di lingua
- voler parlare,poichè il corso di lingua lo motiva alla comunicazione
- saper parlare, in quanto l'alunno riesce ad esprimersi, a sviluppare le relazioni tra linguaggio e
pensiero.
Pertanto il training verbale nella classe iniziale corrisponde ad una reale capacità logico-cognitiva dell'alunno di sette/otto anni che, in lingua italiana, impara gradualmente ed in modo spontaneo a v e r b a l i z z a r e le sue esperienze,i rapporti temporali e spaziali,le relazioni con gli oggetti e con le persone che lo circondano e lo conoscono.
La serie di schede da noi predisposte intede offrire un supporto di sviluppo alle diverse attività didattiche , in modo da far raggiungere al docente gli obiettivi prima indicati. In particolare facendo riferimento a Chomshy,a far raggiungere la competenza, cioè la grammatica interiorizzata, e la prestazione , cioè il comportamento linguistico adeguato del soggetto che parla.
Nell' approccio comunicativo da noi prescelto in base al'esperienza acquisita nell' insegnamento nei corsi di italiano per alunni d' origine straniera-HSK- assumono rilevanza alcune tematiche che il docente può utilizzare nelle attività didattiche,come indicano anche i Rahmenlehrplan di Zurigo. Ecco alcune principali tematiche :
- parlare di sè - parlare della casa - parlare dei giochi-
- parlare delle relazioni con gli altri - parlare della scuola
- parlare dei parenti ,cugini, zii.... - parlare degli amici
- parlare di quello che si mangia - parlare della natura
- parlare degli animali preferiti ...
Su queste tematiche, utilizzando le schede predisposte come indicazione, il docente può iniziare una conversazione, può porre domande,presentare informazioni,costruire con gli alunni momenti di dialogo,di confronto.... Da una semplice domanda,come l'esperienza ci insegna, è possibile andare oltre nella comunicazione e produrre altre informazioni ed ulteriori produzioni che allenano l'alunno a parlare agli altri, a comprendere i diversi messaggi, a dare adeguate risposte alle situazioni specifiche che la comunicazione pone in essere. viga
Per approfondimenti su testi di Vittorio Gazerro
- Primo incontro con la lingua italiana -Orientamenti didattici H.S.K.- D.D. Zurigo Dossier di aggiornamento Docenti,2. Zurigo -giugno 1999-2004
- Primo incontro con l'italiano. Materiali didattici.D.D.Zurigo 2.Dossier , 1999- 2004
- Il processo di verbalizzazione nell' italiano.26 schede D.D. Zurigo 2.. 1999-2000
- La comunicazione verbale nei corsi .32 schede.-D.D. Zurigo 2.,1999 -2000
- L' inizio della lettura in italiano. 20 schede- D.D. Zurigo 2., 1999-2004
- Insegnamento della lingua materna in Europa, in Cultura e educazione, A.E.I. Perugia,2,1999
- Insegnamento dell'italiano in Europa. ed.Armando,Roma ,1999
- Rahmenlehrplan per i corsi di lingua d'origine-HSK- CLCO, Bildungsdirektion des Kantons
Zùrich,Interkulturelle Pàdagogik, Zùrich, 2000
- http://www.csa.fi.it/ - area intercultura
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